giovedì 14 agosto 2008

Eraldo Baldini - l'intervista

E' on line sul sito www.sognihorror.com l'intervista all'autore Eraldo Baldini.
Qui, sul sognihorrorblog, a differenza di quanto fatto sul sito, riporto SOLO le domande poste e le risposte fornite da parte dell'autore.

Buona lettura!


Sognihorror [S] - Chi è Eraldo Baldini, e quando è nata la passione per la scrittura?

Eraldo Baldini [EB] - Sono innanzitutto, e lo sono sempre stato, un forte lettore, e di conseguenza la passione per la scrittura mi è maturata dentro molto tempo fa, quando ho cercato a mia volta di “raccontare” storie. Non ho iniziato comunque a scrivere come narratore: la mia formazione di antropologo culturale mi ha portato a pubblicare prima diversi saggi sulle tradizioni, superstizioni, leggende, immaginario collettivo, ecc.: temi che poi si ritrovano anche in parte dei miei romanzi e racconti.



[S] - Ha mai attraversato dei momenti in cui ha pensato di mollare questa professione?

[EB] - No, mai. Anzi, ho sentito di avere avuto molta fortuna e di avere raggiunto un obiettivo importante quando sono riuscito a vivere di sola scrittura. Oggi faccio il mestiere che ho sempre desiderato fare.



[S] - Quali sono gli autori da cui è stato maggiormente influenzato?

[EB] - Difficile dirlo: io credo che ogni cosa che ho letto, ogni film che ho visto, mi abbiano lasciato dentro qualcosa e mi abbiano dunque in qualche modo influenzato. Se dovessi però indicare alcuni scrittori, citerei (senza distinzioni di generi) Steinbeck, Caldwell, Lovecraft, King, Mc Carty... e tanti altri.



[S] - Prevalentemente, tra giorno e notte, quando preferisce scrivere?

[EB] - Mi sveglio tardi e scrivo principalmente di pomeriggio.



[S] - Da dove prende ispirazione per lo sviluppo dei suoi lavori?

[EB] - Oltre che dalla mia fantasia e dalle infinite suggestioni che possono essermi arrivate da storie altrui, mi rifaccio spesso, come ho già detto, al prezioso scrigno della cultura popolare e dell’immaginario folklorico.



[S] - Per quanto riguarda il processo creativo, dall’ideazione di una storia al suo successivo sviluppo, quali tecniche narrative adotta?

[EB] - Lascio maturare a lungo l’idea iniziale, mi documento sulle sue implicazioni, e mi metto a scrivere solo quando la storia è pronta dentro di me, e spinge per “uscire”.



[S] - Scrive di getto oppure predispone un soggetto e costruisce la storia attorno a esso?

[EB] - Non seguo una regola precisa. Mi è capitato sia di scrivere di getto, seguendo principalmente l’istinto narrativo, che di predisporre una scaletta dettagliata. Ogni storia, secondo me, ha caratteristiche proprie che richiedono un adeguato e conseguente metodo narrativo. Comunque, più passa il tempo e più mi ritrovo ad organizzare le linee narrative prima di cominciare la stesura. Forse sto diventando più metodico.



[S] - Nella maggior parte delle sue opere sceglie un’ambientazione rurale italiana, da cosa deriva questa costante?

[EB] - Principalmente dal fatto di essere nato e cresciuto in quell’ambiente, cioè nel mondo rurale, nella provincia profonda. Trovo che anche dal punto di vista sociale sia uno scenario molto intrigante: mi piace raccontare le piccole comunità dove esistono rapporti interpersonali stretti e datati, e mi piace avere a disposizione una dimensione che forse manca all’ambiente metropolitano: quella della memoria lunga.



[S] - I suoi studi di Antropologia culturale ed etnografica le sono stati utili per le sue opere?

[EB] - Come ho già detto, sì, perché mi hanno fornito un materiale ricchissimo. L’immaginario collettivo delle culture tradizionali era per certi versi un vero e proprio campionario di paure, di suggestioni forti.



[S] - Prima di stendere un nuovo elaborato, quanto tempo investe in attività di ricerca?

[EB] - Dipende ovviamente dal tipo di storia che volgio raccontare, dalla sua ambientazione temporale e spaziale. Siccome però volgo spesso lo sguardo al passato, è chiaro che devo calarmi nel tempo che scelgo, studiarlo. Un buon metodo è la lettura paziente dei quotidiani dell’epoca.



[S] - E’ un autore conosciuto anche all’Estero. In che modo è riuscito a catturare il pubblico internazionale?

[EB] - E’ un merito che va perlomeno diviso con i miei editori... comunque, a questo proposito, mi piace citare una frase di Tolstoj: “Se vuoi essere universale, racconta del tuo villaggio”.



[S] - Si considera maggiormente autore di opere horror o thriller?

[EB] - Non mi pongo la questione, in realtà: vorrei essere considerato semplicemente uno scrittore. E poi, per le mie opere, è stato coniata un’etichetta: il mio genere è definito “gotico rurale”. Suona bene, in fondo, ed è anche il titolo di una mia raccolta di racconti.



[S] - Quanto c'è, in generale, di Eraldo Baldini nei suoi libri?

[EB] - E’ inevitabile che nei miei libri ci siano un po’ del mio mondo, della mia infanzia, dei miei studi, oltre che della mia fantasia.



[S] - Le è mai capitato di subire degli sbalzi caratteriali durante lo sviluppo di un nuovo lavoro?

[EB] - Mi capita anche quando non lavoro...



[S] - Sondando i gusti di un autore, le chiedo: il suo regista e il film preferito; attore e attrice preferito; cantante o gruppo e brano preferito; colore preferito.

[EB] - Domada difficilissima, perché per ogni categoria che avete indicato dovrei citare diversi nomi e titoli. Per cui ne butto là qualcuno fra i tanti: “Apocalypse now” e quindi Francis Ford Coppola (mi è piaciuta molto la rivisitazione che il film e il regista fanno di “Cuore di tenebra” di Conrad); su attore e attrice, non so, sono tanti e vari; brano preferito: “Hotel California” degli Eagles; colore preferito: quello “venuto dallo spazio” di lovecraftiana memoria...



[S] - Cosa pensa del cinema di genere italiano, attuale e passato?

[EB] - Senza infamia ma soprattutto senza lode, se si escludono poche eccezioni.



[S] - E della letteratura italiana fantastica?

[EB] - E’ ancora poco praticata, si dovrebbe fare molto di più.



[S] - Cosa la terrorizza di più? E secondo lei, cos’è realmente la PAURA?

[EB] - Ognuno di noi lo scoprirà, e sarà una volta sola, unica e inconfodibile. A me non è ancora capitato: quando succederà, forse potrò raccontarlo. O forse no.



[S] - Il nostro sito offre la possibilità a molti aspiranti scrittori di pubblicare i loro elaborati, cosa si sente di consigliare Eraldo Baldini a ognuno di loro?

[EB] - Di avere umiltà, pazienza e tenacia. E di leggere tanto, di vedere molti film. Si impara da ogni cosa che gli altri raccontano.



[S] - Una domanda per stuzzicare l’appetito dei fans: qualche anticipazione su nuove uscite e/o progetti per il futuro?

[EB] - Il mio prossimo romanzio avrà un’ambientazione inconsueta per me: duemila anni fa, nelle oscure selve tedesche dell’epoca. Con tanta, tanta paura..

***
Ringrazio per la disponibilità e preziosa collaboraziona Eraldo Baldini.

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